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Intelligenza artificiale, l'indagine SWG per Gilda Insegnanti

Un terzo dei docenti afferma di avere dimestichezza con l'IA e il 19% di averla sperimentata sul lavoro

Secondo il sondaggio condotto da SWG per la Gilda degli Insegnanti sull’approccio all’innovazione tecnologica, un terzo dei docenti afferma di avere dimestichezza con l’IA e il 19% di averla sperimentata sul lavoro. 


La maggior parte degli insegnanti ovvero il 69%, sa di cosa si tratta. Nello specifico, il 31% conosce la materia perché rivela di averla provata, dato che sale al 37% tra gli uomini e al 35% tra i docenti dal profilo tecnico-scientifico. Mentre il 38% sa bene di cosa si tratta ma dice di non averla mai utilizzata, il restante 29% ne ha solo sentito parlare, senza approfondire; solo il 2% si ritiene totalmente estraneo all’argomento.  


Sull’utilizzo dell’IA da parte del corpo docente, domanda alla quale erano possibili più risposte, tante quante gli utilizzi fatti da ciascun insegnante, il 38% di chi l’ha sperimentata ha dichiarato di averne usufruito solo per un uso personale e non professionale. La maggioranza, invece, dice di averla utilizzata per almeno una delle seguenti attività: preparazione delle lezioni e per il materiale didattico (45%), supporto dell’attività didattica, in aula (36%) e correzione di compiti per casaverifiche ed esami (12%). 


Per quanto riguarda l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole, il campione oggetto d’esame risulta diviso quasi a metà. Il 52%, per la maggior parte over 55si ritiene contrario, di cui il 18% la considera una deriva da evitare ad ogni costo mentre per il 34% sarebbe meglio aspettare per capire cosa fare. D’altra parte il 48%, per la maggior parte under 35, ha un approccio positivo di fronte all’introduzione dell’IA a scuola; di questi il 43% è favorevole, a patto che si proceda molto gradualmente e il 5%, del tutto favorevole, sostiene che andrebbe assolutamente incentivata. 


Per quanto riguarda gli ambiti di applicazione dell’IA a scuola, la maggioranza relativa degli insegnanti la ritiene utile per la burocrazia scolastica (44%), per i programmi e i materiali didattici (41%) e per la formazione dei docenti (37%), ambiti d’applicazione nei quali le opportunità superano i rischi. Cambiano le percentuali e si evidenziano più rischi che opportunità nello specifico per il 47% sull’introduzione dell’Intelligenza Artificiale per l’insegnamento in aula, per il 55% per il rapporto tra scuola e famiglia e per il 63% per lo svolgimento dei compiti a casa. 


Quale impatto avrà l’avvento dell’Intelligenza Artificiale sulla professione dell’insegnante? Per oltre la metà, è convinta che l’IA possa valorizzarla, si tratta del 56%, dato che sale al 66% tra gli under 35. Per il 29%, invece, con una maggior incidenza tra i docenti di liceo, è motivo di minaccia preoccupazione. 


In generale, l’Intelligenza Artificiale aprirebbe all’introduzione di tecnologie innovative nella scuola e nel mondo dell’Istruzione, come l’apprendimento o la realtà virtuale. Il sondaggio, sulla base delle opinioni dei docenti, ha rilevato una divisione quasi netta, individuando più apertura alle elementari rispetto agli Istituti di scuola secondaria. Per il 43% l’introduzione di e-learning e metaversi indebolirebbe l’esperienza educativa degli studenti; per il 50% la potenzierebbe.   


"Il sondaggio SWG conferma che l'intelligenza artificiale è una rivoluzione che sta cambiando il mondo e che non può essere ignorata dal sistema scolastico. Tuttavia, c'è ancora una forte divisione tra favorevoli e contrari all'introduzione dell'IA nelle scuole. Questa divisione è legata principalmente al gap generazionale: i docenti più giovani sono più propensi a vedere l'IA come un'opportunità, mentre i più anziani sono più preoccupati per i rischi che potrebbe comportare”. 


E’ il commento di Rino Di Meglio, Coordinatore nazionale, che aggiunge – “Noi della Gilda degli Insegnanti siamo convinti che l'IA possa essere uno strumento prezioso per la scuola, ma che sia necessario utilizzarla in modo consapevole e responsabileTuttavia - conclude Di Meglio - è importante che il ruolo dell'insegnante, protagonista del processo educativo, non venga sminuito o addirittura sostituito”.   


NOTA METODOLOGICA 


L’indagine quantitativa ha somministrato il questionario ad un campione estratto casualmente a partire da uno più ampio, stratificato di soggetti maggiorenni residenti in Italia, con quote per genere, fascia d’età e macro-area di residenza. I metodi utilizzati per l’individuazione delle unità finali sono di tipo casuale, come per i campioni probabilistici. I dati riferiti alle 600 interviste ad insegnanti, sono stati in seguito ponderati per genere, età, zona e tipologia di scuola secondo i più recenti dati forniti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (2023), al fine di garantirne la rappresentatività per gli stessi parametri rispetto alla popolazione di riferimento.


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